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D. 29/03/2006 n. 88

10) Nei rifacimenti degli attraversamenti in sub-alveo, già esistenti, qualora fosse possibile dovranno essere impiegate soluzioni ispirate alle tecniche proprie dell'ingegneria naturalistica. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione.

11) E' fatto divieto di appresare nuove sorgenti e di aumentare l'attuale emungimento; nel caso in cui risultasse necessario effettuare nuovi appresamenti, il progetto dovrà essere inviato al Dipartimento territorio e ambiente per le opportune valutazioni. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione.

12) Si dovrà predisporre ogni possibile misura mitigativa per contenere al massimo l'impatto visivo dei locali tecnici mediante schermature con specie afferenti alla vegetazione naturale potenziale dei siti interessati. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione.

13) Il committente dovrà comunicare al Servizio 2 V.A.S. - V.I.A., all'ente gestore della RNO ed ai distaccamenti forestali competenti per territorio la data d'inizio e di fine dei lavori. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione.

14) Relativamente all'interazione del tracciato con aree a rischio individuate negli stralci del p.a.i.:

-Aspetti geomorfologici: comune di Montevago: la condotta attraversa un dissesto caratterizzato da pericolosità P3. La stessa potrà essere realizzata all'interno dell'area soggetta a dissesto purchè vengano previsti tutti gli accorgimenti necessari alla salvaguardia dell'opera, senza aggravare le condizioni di instabilità e pericolosità ad essa connesse; comuni di Erice e Valderice: la condotta attraversa 3 aree a pericolosità P3. La soluzione dell'interrimento prevista dal progetto dovrebbe assicurare in fase di esercizio l'isolamento dell'opera da eventuali fenomeni di crollo, verificando comunque che la stessa profondità di interrimento sia tale che l'eventuale impatto di blocchi crollati non comporti effetti alla quota di progetto. In fase esecutiva però occorre prevedere la messa in opera di tutti quegli accorgimenti che assicurino la sicurezza del cantiere e degli operai che vi lavorano. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione.

15) Relativamente all'interazione del tracciato con aree a rischio individuate nell'ambito di revisioni del piano straordinario: comune di Calatafimi: nell'ambito del territorio la condotta attraversa un'area a pericolosità P4, la porzione di valle di detta area è caratterizzata da un livello di rischio R3. La soluzione dell'interrimento prevista dal progetto dovrebbe assicurare in fase di esercizio l'isolamento dell'opera da eventuali fenomeni di crollo, verificando comunque che la stessa profondità di interrimento sia tale che l'eventuale impatto di blocchi crollati non comporti effetti alla quota di progetto. In fase esecutiva però occorre prevedere la messa in opera di tutti quegli accorgimenti che assicurino la sicurezza del cantiere e degli operai che vi lavorano; comune di Salemi: nell'ambito del territorio il serbatoio Monterose esistente ricade in area a rischio R4 per fenomeno crolli, così come anche la condotta a servizio del serbatoio per un tratto di circa m 70. La soluzione dell'interrimento prevista dal progetto dovrebbe assicurare in fase di esercizio l'isolamento dell'opera da eventuali fenomeni di crollo, verificando comunque che la stessa profondità di interrimento sia tale che l'eventuale impatto di blocchi crollati non comporti effetti alla quota di progetto. In fase esecutiva però occorre prevedere la messa in opera di tutti quegli accorgimenti che assicurino la sicurezza del cantiere e degli operai che vi lavorano; comune di Palazzo Adriano: nell'ambito del territorio comunale la sorgente Fontana Grande ricade in una zona a rischio R4 per fenomeni di colamento attivo, così come la condotta di collegamento alla predetta sorgente per un tratto di m 40. Ai sensi del comma I dell'art. 7 del decreto n. 543 del 25 maggio 2002, nell'area non è consentita la realizzazione di acquedotti, pertanto si ritiene necessario prevedere la revisione del tracciato da realizzare in modo da evitare la zona a rischio R4. Qualora l'attraversamento dell'area a rischio R4 sia indispensabile e privo di alternative o non sia possibile individuare soluzioni progettuali che configurino l'intervento come fra quelli previsti dall'art. 7 comma 1/d del D.D.G. n. 543, si dovrà avere cura di porre in essere tutti gli accorgimenti tecnici finalizzati ad assicurare la stabilità dell'opera di progetto e contestualmente a non aggravare le condizioni di dissesto in atto garantendo altresì la stabilità di tutte le strutture circostanti. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione.

16) Prima dell'esecuzione delle opere dovranno essere richiesti, agli uffici del competente Genio civile, i nulla osta, per ciascun attraversamento e per tutte le opere da eseguirsi in prossimità degli alvei dei corsi d'acqua, allegando, per ciascuno degli interventi, tutti gli elaborati necessari ad una completa visione delle opere. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione.

17) Relativamente alle portate che si intendono edurre dalle fonti ricadenti in territorio della provincia di Palermo, le quantità d'acqua da utilizzare dovranno rimanere nei limiti previsti dai provvedimenti citati nel parere n. 22429 del 10 novembre 2005 del capo del Genio civile di Palermo. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione.

18) Dovranno essere verificate le condizioni locali del soprasuolo forestale in tutte le aree demaniali, prestando particolari attenzioni alle aree di valenza naturalistica al fine di ridurre i tagli. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura degli uffici provinciali dell'Azienda foreste demaniali.

19) Relativamente alle aree di competenza dell'Ispettorato ripartimentale delle foreste di Agrigento dovranno essere rispettate le seguenti indicazioni: il movimento di terra deve essere limitato alle effettive esigenze progettuali e prontamente si dovrà colmare e rassodare i vuoti formatisi nel terreno, in conseguenza degli scavi eseguiti, al fine di evitare il dilavamento e lo scoscendimento del terreno stesso che, a lavori effettuati, dovrà risultare stabile e non proclivo a franamenti; a fine lavori il terreno smosso dovrà essere compattato e consolidato in modo tale da non innescare fenomeni di smottamento e frane ed a lavori effettuati l'area dovrà risultare stabile; nei tratti con forte pendenza dovrà essere posta particolare attenzione alla posa della condotta corredandola di idonee opere drenanti atte a salvaguardare l'area di sedime ed allontanare eventuali acque infiltranti; tutte le opere in alveo devono comunque assicurare il regolare deflusso delle acque. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione.

20) Relativamente alle aree di competenza dell'Ispettorato ripartimentale delle foreste di Trapani dovranno essere rispettate le seguenti indicazioni: che i lavori siano eseguiti con tutti gli accorgimenti necessari ad evitare l'instabilità delle pendici e l'alterazione del normale regime delle acque; che il terreno proveniente dagli scavi non utilizzato nell'ambito del cantiere venga conferito in pubblica discarica; che per tutte le aree soggette a vincolo idrogeologico ed in particolare per quelle boscate in cui sarà necessario l'abbattimento di alberi, dovranno essere osservate le Prescrizioni di massima di Polizia forestale di cui al regolamento n. 1126/26 articoli 19 e 20 vigenti nella provincia di Trapani. L'inizio dei lavori è subordinato all'acquisizione di tutti i pareri ed autorizzazioni previsti per legge; dello stesso dovrà darsi tempestiva comunicazione all'Ispettorato ripartimentale delle foreste. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione.

21) Relativamente alle aree di competenza dell'Ispettorato ripartimentale delle foreste di Palermo dovranno essere rispettate le seguenti indica- zioni: il movimento di terreno dovrà essere ridotto al minimo indispensabile a quello delle opere, evitando di alterare l'equilibrio dei luoghi; colmare e rassodare i vuoti formatisi nel terreno in conseguenza degli scavi eseguiti, per evitare fenomeni di dilavamento, di scoscendimento e la modifica dell'assetto idrologico di superficie, le eventuali scarpate con pendenza superiore al 25% dovranno essere rinsaldate con la messa in opera di graticciate e/o muretti a secco; convogliare le acque meteoriche nei luoghi di normale deflusso naturale, avendo cura di non modificare il naturale deflusso delle acque, nè prima, nè dopo gli interventi, realizzando ove necessario, nel contempo, le opere di regimazione idrauliche; il materiale terroso di risulta dagli scavi, dovrà essere utilizzato in loco, e in ogni caso è vietato abbandonare disordinatamente lo stesso, così da non determinare possibili dissesti idrogeologici; in corrispondenza degli attraversamenti aerei, ove presente vegetazione di macchia di tipo mediterranea fluviale, si raccomanda di ridurre al minimo l'esbosco o il taglio di essenze arboree; prima dell'inizio dei lavori, dovrà essere presentato all'ispettorato ripartimentale delle foreste di Palermo un piano particolareggiato esecutivo inerente le piste di accesso, le aree di lavoro e tutte le pertinenze necessarie all'attività di cantiere, sul quale l'Ispettorato si riserva di dettare le relative prescrizioni; ultimati i lavori, tutte le strutture temporanee attinenti le attività di cantiere e derivati, dovranno essere rimosse, ripristinando lo stato dei luoghi e utilizzando, ove necessario tecniche di ingegneria naturalistica; L'inizio dei lavori dovrà essere tempestivamente comunicato al distaccamento forestale. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione.

22) Relativamente alle aree di competenza della Soprintendenza dei BB.CC.AA. di Agrigento dovranno essere rispettate le seguenti indicazioni: le scarpate dovranno essere risolte applicando le tecniche dell'ingegneria naturalistica, al fine di ricondurre anche ad un sufficiente livello di stabilità ecologica e di naturalità gli ambiti modificati; nel corso dei lavori, dovrà aversi cura della salvaguardia della vegetazione arborea ripariale; i materiali di risulta vengano allontanati dal sito degli scavi e trasportati a pubblica discarica; i lavori di scavo, compresi nei tratti di condotta in prossimità dei comuni di Santa Margherita di Belice, Montevago e Menfi, precisamente dalla «casa Azzara alla casa Gianbalvo» compresa la diramazione per Santa Margherita di Belice; dalla diramazione per il serbatoio di Montevago al fiume Belice; dal fiume Belice a Menfi dovranno essere eseguiti alla presenza di personale del servizio archeologico, pertanto la data d'inizio dei lavori dovrà essere comunicata alla Soprintendenza almeno quindici giorni prima. Inoltre, nel progetto esecutivo dovranno essere previste somme per eventuali saggi archeologici, da effettuarsi a mano, che potranno essere richiesti nei corso dei lavori dal personale dell'ufficio; il progetto approvato dovrà essere realizzato nei particolari, nelle quote e dimensioni conformemente ai grafici allegati, le aree libere non interessate dai lavori, dovranno essere reintegrate negli aspetti e valori paesaggistici originari. Ogni eventuale variante al progetto dovrà essere preventivamente approvata dalla Soprintendenza per non incorrere nelle sanzioni previste a carico dei trasgressori dall'art. 160 del decreto legislativo n. 42/2004; dovrà essere fatto salvo l'art. 90 del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo n. 42/2004, sui ritrovamenti archeologici nel corso dei lavori. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della Soprintendenza dei beni culturali ed ambientali di Agrigento.

23) Relativamente alle aree di competenza della Soprintendenza dei BB.CC.AA. di Palermo dovranno essere rispettate le seguenti indicazioni: la direzione lavori dovrà comunicare al servizio per i beni archeologici della Soprintendenza, con adeguato anticipo, la data di inizio lavori in prossimità delle aree di interesse archeologico al fine di predisporre eventuale sorveglianza delle opere di scavo; in fase di cantiere dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti idonei a mitigare gli impatti sull'ambiente; tutti i lavori e il deposito dei materiali dovranno interessare esclusivamente le aree di sedime delle opere da realizzare senza interferire con l'ambiente circostante; dovrà essere posta particolare cura nell'evitare di abbattere essenze arboree e/o arbustive autoctone, prevedendone, ove ciò non risultasse possibile, il reimpianto e curandone l'attecchimento; è fatto divieto di impiantare essenze vegetali estranee alla vegetazione naturale potenziale del sito d'intervento; la scelta delle specie vegetali da impiantare dovrà essere fatta nel rispetto delle effettive caratteristiche edafiche delle stazioni interessate; per limitare al massimo il disturbo a carico della componente faunistica si dovrà concentrare la maggior parte dei lavori nel periodo dell'anno non interessato dalle riproduzioni; prima dell'inizio dei lavori dovranno essere predisposte le opportune piazzole, scelte in prossimità del tracciato, per il deposito provvisorio dei materiali di cantiere, avendo cura di scegliere terreni incolti e privi di vegetazione arborea; in relazione alle diverse caratteristiche del territorio attraversato, la realizzazione delle opere deve comprendere tutti gli interventi di mitigazione ambientale e paesaggistica atti a minimizzare eventuali impatti sulle componenti ambientali interessate. In particolare, dovranno essere eseguiti interventi di ripristino immediatamente dopo la realizzazione delle opere allo scopo di riportare allo stato originario, nel più breve tempo possibile, le aree interessate dagli interventi e, nello stesso tempo, impedire lo sviluppo di dissesti idrogeologici non compatibili con la sicurezza delle stesse opere. La realizzazione degli interventi dovrà quindi essere effettuata tenendo conto della necessità primaria di ripristinare gli equilibri originari preesistenti; negli attraversamenti delle aste fluviali e torrentizie non si dovrà prevedere in alcun caso una benchè minima riduzione delle sezioni idrauliche esistenti, tutti gli interventi di ripristino dovranno consistere nel consolidamento delle sponde, mediante l'esecuzione di opere di ingegneria naturalistica, in grado di ripristinare le caratteristiche idrauliche del corso d'acqua e la sua rinaturalizzazione, attraverso inerbimenti e messa a dimora di specie arbustive ed arboree igrofile; eventuali materiali di risulta provenienti dagli scavi per la posa delle tubazioni, non riutilizzabili nell'ambito dei lavori, dovranno essere smaltiti presso discariche autorizzate; alla fine dei lavori dovrà essere prodotta idonea documentazione fotografica delle opere realizzate. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della Soprintendenza dei beni culturali ed ambientali di Palermo.

 

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